Intervista al Dottor Andrea Fabbri, Ufficio Presidenza della Società Italiana di Medicina d’ Emergenza Urgenza (SIMEU)

“Stare a casa durante il giorno e bere tanto”

Secondo il Dott. Andrea Fabbri (SIMEU), basterebbe seguire questi due consigli per evitare la maggior parte dei malori legati al caldo

Chi patisce di più gli effetti del caldo? “Gli over 70 e le persone più fragili che già soffrono di cronicità”. Come evitare colpi di calore? “Bere tanto e stare a casa durante le ore diurne”. L’intasamento dei pronto soccorso? “Il caldo ha complicato ulteriormente un tema che è presente da mesi, se non da anni”. A parlare è il Dottor Andrea Fabbri, Membro dell’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (SIMEU), che – agendo in prima linea all’Azienda Usl della Romagna-Forlì, dove è Direttore dell’Unità Operativa Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza – ha l’autorevolezza e la competenza per descrivere gli effetti del caldo sulle categorie più a rischio e le possibili contromisure per prevenirli.

Quali sono i riflessi a livello di pronto soccorso dell’ultimo e attuale rialzo delle temperature? Si rischiano intasamenti?

Il fatto si ripete quando salgono la colonnina di mercurio e l’umidità. Le persone più fragili hanno maggiori problemi: aumenta l’incidenza di alcune malattie e si acutizzano le cronicità. Negli ultimi due mesi nei pronto soccorso c’è stato un significativo aumento degli accessi che, tuttavia, è frutto di tanti aspetti della situazione. Sicuramente il caldo improvviso gioca un ruolo rilevante, inoltre le nostre unità continuano a soffrire per la coesistenza di pazienti Covid e non Covid, con la necessità di mantenere percorsi separati. In generale, tutta l’organizzazione sanitaria è meno efficiente rispetto al pre-Covid anche perché, quando le cose si complicano, cioè nell’emergenza, l’unica porta sempre aperta è quella del pronto soccorso. Per concludere: l’intasamento è un tema presente da mesi, se non da anni, che si è allargato a molte Regioni, il caldo non ha fatto che aggravare il problema.

In generale quali sono le principali contromisure che bisogna prendere contro il caldo e come dobbiamo proteggerci?

Punto primo: nelle ore diurne, dalle 9 alle 19, bisogna stare in casa o in luoghi freschi. In secondo luogo bisogna bere molto, anche quando non si ha sete. Il problema, soprattutto per gli anziani, è che hanno un senso della sete ridotto e tendono a non bere. Basterebbe seguire queste due indicazioni per evitare la stragrande maggioranza delle criticità.

Invece?

Di solito i pazienti arrivano da noi in pronto soccorso in uno stato di disidratazione che causa la riacutizzazione delle malattie croniche di carattere cardiaco o respiratorio, oltre che affaticare il rene, fondamentale per riequilibrare lo stato idrico dell’organismo. Si può arrivare anche allo stato confusionale e alla perdita di conoscenza. Spesso gli anziani si presentano con la febbre senza rendersi conto delle proprie reali condizioni fisiche e di disidratazione.

Andrea Fabbri ricopre dal 2011 il ruolo di Dirigente Medico di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza presso l’Unità Operativa di Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, AUSL di Forlì ed è membro dell’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (SIMEU). Insegna alle Università di Bologna, Perugia e Roma.

Oms, scoppia l’emergenza caldo in Europa: servono subito piani nazionali per la salute

Secondo l’Organizzazione i principali Paesi devono muoversi per tutelare i propri cittadini 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia l’allarme caldo e la sua divisione europea invita i principali Paesi del Vecchio Continente ad adottare nel più breve tempo possibile misure e piani di azione che tutelino la salute dei cittadini. I numeri, del resto, parlano chiaro. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, 1.672 disastri legati al clima e alle condizioni meteo registrati ufficialmente hanno causato più di 159.000 vittime negli ultimi 50 anni e hanno generato danni economici per 476,5 miliardi di dollari. E sebbene il 38% delle catastrofi sia stato attribuito a inondazioni e il 32% a tempeste, le temperature estreme hanno rappresentato il 93% dei decessi (circa 150mila).

Basta vedere gli effetti dell’ultima ondata di caldo in Italia per intuire come le alte temperature influiscano sulla salute, in particolare quella di anziani, neonati, persone che lavorano all’aperto e malati cronici. In altre parole, sottolineano gli esperti dell’Oms, oltre al classico colpo di calore, l’afa può peggiorare patologie già esistenti come quelle cardiovascolari, respiratorie e renali. A supportare questa presa di posizione c’è un recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, secondo il quale il calore rappresenta un rischio da non sottovalutare alla luce di altri trend in atto, tra cui la forte urbanizzazione, l’aumento delle temperature estreme e il lento ma inesorabile invecchiamento della popolazione nel mondo occidentale. 

Alla luce di tutto ciò, l’Oms europea caldeggia tre misure da adottare nel più breve tempo possibile per fronteggiare l’emergenza. Innanzitutto bisogna mettere a punto piani d’azione termosanitari che incorporino sistemi di allerta precoce e di risposta per gli ambienti urbani e non. In secondo luogo, serve un set di misure contro il caldo declinato sia sulle esigenze della popolazione generale sia sui bisogni delle categorie più vulnerabili come gli anziani o chi lavora all’esterno. Infine, più in generale, va potenziata la comunicazione sul problema del caldo a 360 gradi. Più a lungo termine, secondo l’Organizzazione, bisogna pianificare un’architettura urbana che mitighi gli effetti della calura sulla popolazione.

Assidai e il Prodotto Unico alle Assemblee Territoriali Federmanager

Da aprile a luglio, l’impegno del Fondo insieme alle Associazioni Territoriali Federmanager per essere sempre più vicini agli iscritti attuali e futuri e presentare la grande opportunità offerta dal Prodotto Unico Fasi – Assidai. 

 Nel corso degli ultimi mesi, Assidai ha partecipato agli eventi organizzati sul territorio italiano da parte delle Associazioni Territoriali Federmanager, che hanno visto il coinvolgimento degli Enti di tutto il sistema federale e del Fasi

L’obiettivo, per quanto riguarda Assidai, oltre ovviamente a sostenere Federmanager in un capillare “lavoro” di sensibilizzazione sul territorio, è stato quello di presentare la propria attività come Fondo e illustrare le peculiarità del Prodotto Unico Fasi – Assidai, fornire informazioni su come iscriversi, oltre che ascoltare le esigenze degli iscritti, di coloro che vogliono aderire per la prima volta al Fondo di assistenza sanitaria e valutare le esigenze delle aziende che desiderano garantire ai loro manager un benefit importante come l’assistenza sanitaria integrativa.  

Gli interventi di Assidai si sono concentrati in particolare sull’eccellenza del Prodotto Unico Fasi – Assidai destinato ai dirigenti in servizio delle aziende industriali. Il Piano Sanitario si presenta come Unico sul mercato proprio perché integra in modo pressoché totale i rimborsi garantiti dal Nomenclatore Tariffario Fasi e, quindi, tutela i manager e le loro famiglie nei momenti più importanti della loro vita. I vantaggi della nuova proposta sanitaria dal punto di vista operativo sono notevoli, infatti, per gli aderenti al nuovo Prodotto Unico, il network è unico. L’accesso alla rete di strutture sanitarie e professionisti convenzionati di eccellenza è semplice, immediato e capillare su tutto il territorio nazionale. Poi c’è un altro aspetto rilevante: gli iscritti possono inviare una pratica di rimborso unica attraverso il portale online di Industria Welfare Salute (IWS), società partecipata da Federmanager, Confindustria e Fasi, che, a sua volta, provvede a inoltrare le richieste ai due Fondi per quanto di loro competenza. Tra le principali coperture previste, da segnalare, il rimborso fino al 100% del richiesto e fino ad un massimo di 25mila euro per nucleo familiare in caso di extra-ricovero, sempre in regime di convenzionamento diretto. Ma è previsto anche il rimborso fino al 90% dell’importo richiesto e fino a un massimo di 12.500 euro per nucleo familiare in caso di spese relative alle voci previste dalla Guida Odontoiatrica del Fasi in vigore e secondo i criteri liquidativi in essa riportati. Inoltre, aspetto davvero rilevante è la copertura Long Term Care per la non autosufficienza, su cui Assidai negli anni scorsi è sempre stato pioniere sul mercato: una tutela fondamentale per avere una sicurezza a 360 gradi per sé e per la propria famiglia in ciascun momento della vita. 

Tutto ciò è stato illustrato e discusso duranti gli incontri realizzati sul territorio, che fino ad oggi hanno riscosso grande successo anche perché offrono al pubblico di porre domande ed esporre eventuali dubbi. Il confronto con gli iscritti alle Associazioni Territoriali Federmanager è stato e sarà sempre un momento chiave per un Fondo come Assidai che punta sulla vicinanza agli iscritti, anche per consolidare e allagare il proprio bacino d’utenza.  

 

Malattie cerebrovascolari, come prevenirle

Cruciale adottare stili di vita sani. In un documento informativo sottoscritto dal Ministero della Salute un’analisi di queste patologie, seconda causa di morte a livello mondiale

Fornire alla popolazione informazioni basate sull’evidenza scientifica in materia di prevenzione delle malattie cerebrovascolari, evidenziare i fattori di rischio, promuovere stili di vita salutari e prevenzione primaria, sapere riconoscere l’insorgenza dei segni e dei sintomi dell’ictus e dell’attacco ischemico transitorio e adottare le adeguate contromisure. Sono questi i principali obiettivi del “Documento informativo per il cittadino sulla prevenzione delle malattie cerebrovascolari lungo il corso della vita”, prodotto dall’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, un patto volontario volto al contrasto di queste patologie sottoscritto tra Ministero della Salute, Società scientifiche, Associazioni dei pazienti e altri Enti operanti nel settore. Inoltre, sulla base dei contenuti del documento stesso è stata predisposta una sezione specifica sulla prevenzione delle malattie cerebrovascolari nell’ambito dell’area tematica del portale del Ministero della Salute dedicata al tema.

Le malattie cerebrovascolari sono patologie del sistema nervoso centrale provocate da alterazioni della circolazione sanguigna e nel 2019 sono state la seconda causa di morte a livello mondiale. Le più frequenti sono l’ictus ischemico (circa l’80% degli eventi cerebrovascolari acuti) e l’emorragia intracerebrale (15-20%) mentre la mortalità per ictus è del 20-30% a 30 giorni dall’evento e del 40-50% a distanza di un anno. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti a un ictus guarisce completamente, mentre ben il 75% sopravvive con una qualche forma di disabilità; di questi ultimi circa la metà perde l’autosufficienza. In Italia – ricorda il Ministero della Salute – l’ictus è la principale causa di disabilità nell’adulto e la seconda causa di demenza: rappresenta dunque un’importante problematica di salute pubblica, il cui impatto causa notevoli conseguenze non solo sulle condizioni cliniche delle persone colpite, ma anche sulle loro famiglie e sui caregiver, e comporta quindi un rilevante costo economico e sociale.

La prevenzione primaria è lo strumento più importante per contrastare le malattie cerebrovascolari, perché mira a impedirne la comparsa e si basa sull’adozione e sul mantenimento di sani stili di vita in modo da prevenire comportamenti non salutari durante l’infanzia e l’adolescenza, ridurre il rischio di insorgenza delle patologie in questione nell’adulto, e favorire un invecchiamento sano e attivo. Attraverso uno stile di vita più salutare e un adeguato controllo medico nei soggetti a elevato rischio cardiovascolare si potrebbero evitare il 40-50% degli eventi cerebrovascolari.

La parola al Presidente Armando Indennimeo

La salute prima di tutto. Ce lo hanno insegnato, se mai ce ne fosse stato bisogno, gli ultimi due anni di pandemia. In questo senso, il Prodotto Unico Fasi-Assidai rappresenta una pietra miliare del sistema Federmanager per garantire la salute dei propri iscritti: una vetta d’eccellenza – ci ricorda il Presidente Stefano Cuzzilla nel suo consueto intervento – pensata su misura per i manager e per le loro famiglie, che propone una copertura sanitaria pressoché totale, distinguendosi per un approccio davvero innovativo, con un focus importante sul tema della Long Term Care.

Nel numero di luglio di Welfare 24 ci occupiamo anche di fatti di strettissima attualità, come l’emergenza caldo, che produce inevitabilmente effetti non soltanto sull’ambiente ma anche sofferenze per le persone, in particolare anziani e malati cronici: di qui l’allarme rosso lanciato dall’Oms per preservare le categorie più fragili. Un tema da non sottovalutare, su cui proponiamo anche due interviste di rilievo, ad altrettanti esperti in campo medico e sportivo, rispettivamente il dottor Andrea Fabbri, membro dell’Ufficio di presidenza della SIMEU e Paolo Savoldelli, ex ciclista vincitore di due Giri d’Italia, che ci illustrano come proteggersi dalle temperature elevate. Infine, in questa newsletter, affrontiamo anche il delicato tema delle malattie rare, che in Italia riguarda oltre 1 milione di persone. 

Perché il Paese non cresce come potrebbe?

Il punto di vista di Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager

Certamente per la complessa congiuntura economica determinata dall’emergenza pandemica e dalla crisi energetica, che sta rallentando il recupero registrato nel 2021. Proprio nel momento in cui le risorse del Pnrr potrebbero farci fare il salto di qualità tanto atteso. Tuttavia, mentre siamo soliti confrontarci sull’evoluzione della spesa corrente per evitare la creazione di nuovo debito improduttivo, la stessa attenzione non dedichiamo alle entrate, pur essendo consapevoli dell’elevato livello di evasione fiscale. Ed è una costante che da decenni registriamo, perché in Italia sono in pochi a pagare le tasse e chi paga, paga troppo. I dati del Mef, relativi al 2020, offrono una fotografia allarmante della situazione nazionale: solo il 4% dei contribuenti italiani dichiara più di 70 mila euro, versando il 29% del totale Irpef. Numeri surreali per descrivere una realtà ingiustificabile, pur se riferita a un anno fortemente segnato dal Covid, e inaccettabile, soprattutto per chi, come i manager, continua lavorare e a pagare perché l’Italia imbocchi la via della ripresa.

Quello dell’evasione fiscale è un tema centrale anche per il settore sanitario. Nell’ottica di contrastare tale fenomeno, i servizi di assistenza complementare erogati dagli enti del sistema Federmanager rappresentano certamente un modello virtuoso, che può costituire un riferimento importante anche per il Sistema sanitario nazionale. I nostri fondi di assistenza sanitaria integrativa si interfacciano infatti alle diverse strutture mediche con la massima attenzione alla documentazione fiscale relativa alle prestazioni previste. Possono inoltre vantare un’autorevole competenza relazionale nei confronti delle strutture stesse, determinando una definizione dei prezzi che sia davvero equa. È questa una delle ragioni per cui chiediamo alle istituzioni di lavorare insieme a una crescente complementarità tra Ssn e sanità integrativa.

Intervista a Linus, direttore artistico di Radio Deejay

“Cuffie e volume basso: ecco il mio segreto”

I consigli di Linus, direttore artistico di Radio Deejay, su come ascoltare e godersi la musica senza danneggiare l’udito

Lo scorso febbraio è stato protagonista di “Forty Forti”, la non stop radiofonica di 40 ore con cui Radio Deejay ha festeggiato i propri 40 anni. Linus, tuttavia, non è soltanto il simbolo e il direttore artistico di una delle emittenti radiofoniche più famose d’Italia ma anche un uomo di sport (maratoneta e ciclista in primis) e, come tale, sa come prendersi cura e avere rispetto del proprio corpo. Anche dell’udito, che poi per uno come lui che tutti i giorni ha a che fare con cuffie, microfono e musica di ogni tipo, è un senso da proteggere con particolare cura.

Secondo un recente studio dell’Oms oltre 1 miliardo di persone, oggi tra 12 e 35 anni, in futuro rischia di perdere l’udito per l’esposizione prolungata a musica ad alto volume o altri suoni. Lei, che ha a che fare con i giovani, la musica e i concerti, ha mai percepito il problema?

Secondo i più maliziosi, tenere il volume alto è il modo migliore per vendere musica, perché così sembra tutta bella: è un vecchio trucco che si utilizzava nei negozi di dischi. In realtà, per capire se il disco è veramente all’altezza delle aspettative andrebbe ascoltato a volume molto basso con una radiolina, tutto il contrario insomma. Questo per dire che il volume nel mondo della musica ha sempre avuto un ruolo rilevante.

Come ascoltare la musica senza danneggiare l’udito? Ci indica qualche regola pratica?

Ricordo ancora quando, dopo le prime serate in discoteca, mi rimaneva nelle orecchie un fischio che non mi faceva dormire. Col tempo ho imparato a difendermi. In trasmissione i colleghi un po’ mi prendono in giro per il volume delle cuffie sempre molto moderato, ma la tecnica porta due grandi vantaggi: il primo è che avere la propria voce che non torna indietro a un livello altissimo aiuta la fluidità del parlato, il secondo è che faccio la radio da più di quarant’anni e ci sento ancora benissimo. Per il resto, dare indicazioni numeriche – intendo sui decibel – è un po’ difficile. Il mio consiglio, banale forse, è semplicemente di non esagerare e di stare molto lontani dalle casse. Si sente meglio e non è pericoloso.

È meglio utilizzare gli auricolari o le cuffie? Spesso chi ascolta musica sui mezzi pubblici o in luoghi rumorosi alza troppo il volume per “coprire” i suoni esterni.

Credo che i danni all’udito siamo legati più al tempo di ascolto che al volume in sè. Le nuove generazioni vivono sempre con gli auricolari nell’orecchio, che – se penso a tutta la fatica fatta da un artista per rendere un disco “complesso” – non è il modo migliore per ascoltare la musica. Quindi indubbiamente meglio le cuffie.

Linus 64 anni, è direttore artistico di Radio Deejay (dal 1996) e direttore editoriale del polo radiofonico del gruppo Gedi dal 2020. Dal 1991 conduce “Deejay chiama Italia”, programma di punta dell’emittente radiofonica, in cui è affiancato da Nicola Savino. Dal 2014, ogni domenica, conduce anche “Deejay Training Center”, trasmissione dedicata all’allenamento e all’alimentazione per sportivi di ogni età e livello.

Superare le incertezze

Il punto di vista di Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager

Prima la lunga e perdurante fase di emergenza pandemica, adesso un conflitto, quello in atto in Ucraina, che scuote le nostre coscienze di cittadini europei e alimenta le incertezze che rileviamo all’interno del sistema produttivo italiano. Lo shock dei prezzi energetici, secondo le stime dell’Istat, potrebbe costare al Paese lo 0,7% del Pil e si segnala altresì un calo del 3,4% nella produzione industriale, a gennaio rispetto a dicembre. Oggi, per tutte le aziende, è quindi centrale la questione della continuità produttiva, un tema che riguarda decisamente anche il comparto della salute che, specie negli ultimi due anni, ha dimostrato una straordinaria resilienza e capacità di innovare. Accogliamo con favore gli interventi messi in campo dal Governo a sostegno di famiglie e imprese, ma chiediamo maggiore attenzione soprattutto per il settore della sanità integrativa, per il quale è più che mai necessario rivedere il quadro fiscale di riferimento. È nel pieno interesse del Paese che sia favorita una crescita progressiva dell’alleanza tra pubblico e privato per consolidare i percorsi di assistenza sanitaria. Gli enti del sistema Federmanager rappresentano in questo senso dei riferimenti d’avanguardia: oggi focalizzano la loro azione su aspetti come prevenzione, telemedicina, potenziamento dei servizi offerti via web. E il Prodotto Unico Fasi-Assidai fa dell’innovazione dell’offerta un tratto distintivo. Le competenze manageriali dimostrano pertanto di comprendere prima come “leggere il futuro”. È questa una delle ragioni per cui sono essenziali per guidare la ripresa.

I giovani: le fondamenta per costruire il paese del futuro

Vises, la Onlus di riferimento di Federmanager, lavora ormai da più di 30 anni realizzando iniziative e percorsi educativi innovativi. devolvere il 5xmille a Vises costituirà un importante supporto per le attività che l’organizzazione svilupperà nei prossimi anni

I giovani hanno sofferto particolarmente il prolungato stato di isolamento sociale imposto dalla pandemia. Sono aumentati i problemi legati alla salute mentale, le difficoltà nella ricerca di un lavoro e il conseguente rischio di esclusione sociale di una fascia di popolazione già in sofferenza e che si trova in un periodo importante e delicato della vita.

La dispersione dei giovani che abbandonano i percorsi formativi senza entrare in quelli professionali è già da anni un problema enorme che la pandemia ha fatto esplodere ulteriormente. Oltre 3 milioni di ragazzi italiani tra 15 e 34 anni non sono occupati, non vanno a scuola e non si formano. Creare connessioni più forti tra la scuola e il mercato del lavoro diventa particolarmente importante, non solo per ridurre il numero di NEET – “Not in Education, Employment or Training”, ma anche per assicurare che i giovani comprendano quali siano le competenze necessarie e imparino a svilupparle.

In questi ultimi anni Vises, la onlus di Federmanager, si è impegnata per progettare soluzioni innovative che potessero rappresentare un sostegno per gli studenti delle scuole di II grado, offrendo loro la possibilità di sviluppare e accrescere competenze strategiche per il loro futuro, ma anche una consapevolezza maggiore dei passi da compiere per diventare attori di un cambiamento che loro stessi avvertono come indispensabile. Attraverso i progetti realizzati dai manager volontari sul territorio, Vises ha scelto di valorizzare il potenziale dei giovani, affiancandoli con percorsi per lo sviluppo di nuove competenze, stimolandoli a ideare proposte innovative e azioni di sensibilizzazione per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Sperimentando e potenziando le proprie qualità personali e competenze imprenditoriali, i ragazzi hanno potuto mettere in gioco creatività, passione e capacità organizzative che, insieme agli apprendimenti offerti dalla scuola, permetteranno loro di affrontare con maggiore consapevolezza il mondo del lavoro con il quale dovranno presto confrontarsi.

Per essere parte attiva di un cambiamento che viene ormai avvertito come indispensabile e aiutarci a costruire una società più equa e sostenibile, puoi scegliere di devolvere il tuo 5xmille a Vises. È sufficiente inserire il codice fiscale 08002540584 nello spazio della dichiarazione dei redditi riservato al sostegno al volontariato.

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Intervista a Barbara Picutti, Manager Maire Tecnimont e Consigliere Cda Assidai

“Non lesinate mai sulla salute, così ho affrontato la malattia”

Barbara Picutti, manager Maire Tecnimont, è impegnata nel supporto di iniziative di volontariato e campagne sui tumori neuroendocrini

“Mai lesinare sulla salute, ma ritengo che sia necessario investirci quando si è sani. Un manager, sia per sé sia per la propria famiglia, non può non pensare a una copertura integrativa. A sottolinearlo è Barbara Picutti, manager di Maire Tecnimont e Consigliere Cda Assidai, che negli anni scorsi è stata colpita da una forma di tumore neuroendocrino e dopo averla affrontata si è fortemente impegnata in varie iniziative per supportare coloro ai quali viene diagnosticata questa patologia.

A questo proposito ci racconta l’impegno e l’attività di Net Italy Onlus, l’Associazione italiana pazienti con tumori neuroendocrini?

Siamo una piccola associazione perché questo è un tumore raro. Net Italy Onlus, oggi affiliata a INCA – International Neuroendocrine Cancer Alliance, è stata fondata nel 2012 grazie all’intuito della Professoressa Paola Tomassetti e ha promosso l’informazione sui tumori neuroendocrini, dando sostegno ai pazienti e ai loro familiari e favorendo lo sviluppo di studi e ricerche.

tumore pancreas neuroendocrinoChe iniziative organizzate, attraverso l’Associazione, nel corso dell’anno?

In epoca pre-Covid abbiamo organizzato spesso eventi pubblici, di tipo informativo come i seminari dedicati ai pazienti, sia eventi a scopo di beneficenza, quali la marcia non competitiva Zoom Zebra. Purtroppo, quest’ultimo evento, anche per il 2022 non si svolgerà in presenza e i seminari sono organizzati sotto forma di webinar.

Partendo anche dalla sua esperienza personale quali sono le difficoltà nella diagnosi dei tumori neuroendocrini?

I sintomi sono spesso confusi con quelli di altre patologie più comuni. Per chi, come me, viaggia molto e soprattutto all’estero, gli episodi di dissenteria o di anomala acidità di stomaco furono imputati a un’alimentazione irregolare o poco salutare, e nessuno li correlò inizialmente a un tumore neuroendocrino.  Nella nostra associazione usiamo una nota citazione “Se senti uno scalpitio di zoccoli, pensi al cavallo, non alla zebra”, cioè, in generale, si pensa sempre alla causa più probabile. Il tumore neuroendocrino invece è la zebra.

Lei è una manager di successo. Come ha affrontato la diagnosi e la cura della sua malattia a fronte degli impegni lavorativi?

La malattia spesso rende un manager ancora più attaccato al proprio lavoro, ed è quindi un merito sia del manager stesso sia di un’azienda saggiamente gestita sapere coniugare la volontà di continuare la propria attività lavorativa nonostante una diagnosi che comporta magari il dover effettuare cicli di cure o ricoveri ospedalieri, e la capacità dell’azienda di mettere la persona nelle condizioni migliori per poter svolgere le proprie attività nonostante le obiettive difficoltà.  Io sono stata molto supportata sia dai miei colleghi sia dai miei superiori.

Si sente dire qualcosa a tutti coloro che hanno ricevuto una diagnosi simile alla sua?

Personalmente ho incolpato il “karma” e ho cercato un modo di convivere con l’intruso, confortata dall’aver trovato ottimi specialisti e dagli enormi progressi della ricerca scientifica. Un messaggio che mi sento di lanciare è di non lesinare mai sulla spesa per un’assistenza sanitaria integrativa. Nonostante il SSN copra la maggior parte delle spese per la diagnostica, l’interventistica e le visite specialistiche, avere un fondo sanitario consente di rivolgersi in tempi più rapidi ai migliori specialisti e alla diagnostica.

Barbara Picutti dirige il dipartimento di Ricerca, Innovazione e Sviluppo di Tecnimont, società del Gruppo Maire Tecnimont, presso la quale lavora dal 1987. Socia ALDAI – Federmanager dal 2002, nel 2019 è stata eletta Consigliere di amministrazione di Assidai, carica appena rinnovata per il prossio triennio. Dal 2014 è componente del Consiglio Direttivo di Net Italy Onlus, associazione di pazienti con tumori neuroendocrini, attività che svolge a titolo di volontariato.